sabato 14 giugno 2008

Frasi che fanno riflettere

Le persone originali danno sempre fastidio alla società. Non sono così facili da manipolare, rimangono se stesse. Cercheranno di vivere la propria vita non secondo uno schema, ma secondo la loro visione.
Se una persona ama la musica resterà magari un mendicante, ma continuerà a vivere la sua vita da musicista. Anche se gli fosse offerta la possibilità di diventare primo ministro, vivrà come un mendicante e insisterà a suonare la sua musica. Quella è intelligenza, perché solo quando vivi la tua vita secondo la tua luce, secondo la tua visione, secondo la tua voce interiore otterrai la beatitudine, l'appagamento.




La povertà viene considerata da alcuni un'qualcosa di spirituale. Una vera sciocchezza. La povertà non è spirituale, è brutta. È una ferita che bisogna curare.







La saggezza sboccia nel tempio più segreto del tuo essere. Non è mai presa in prestito, non ha nulla a che vedere con il sapere, con l'informazione; non ha nulla a che fare con i testi sacri, le dottrine, i sistemi filosofici.
È la tua esperienza personale, individuale ed autentica.




L'amore è una comprensione profonda del fatto che l'altro ti completa, ti rende un cerchio perfetto... conosce solo il dare e il ricevere diviene conseguenza. sara ti voglio bene......tuo luca



Le circostanze esterne non sono così difficili da cambiare, ma la letargia interiore è vecchia di secoli. L'incoscienza è così primitiva, le sue radici così profonde, che c'è bisogno di una determinazione totale da parte tua, una tremenda determinazione, un impegno, un profondo coinvolgimento. Devi rischiare il tutto per tutto. Altrimenti non ti sarà possibile trasformare te stesso, rimarrai sempre lo stesso.

lunedì 5 maggio 2008

Autismo: la voce del silenzio

Le teorie sull'origine dell'autismo infantile sono molteplici, le più importanti sono frutto delle ricerche di quegli studiosi che hanno dedicato molti sforzi per la comprensione del problema. Margaret Mahler dedico i suoi sforzi alla comprensione dello sviluppo dei bambini entro i primi due anni di vita durante il quale molta importanza rivestono comportamenti motori i quali dovrebbero avere un'elevata qualità empatica. La Mahl pone una differenziazione tra nascita "biologica" e nascita "psicologica". Inizialmente il bambino è un essere biologico(fase dell'autismo normale) e l'investimento libidico è strettamente viscerale. In seguito si ha una fase "simbiotica", fino a circa due anni e mezzo, in cui è presente una una fusione allucinatoria di tipo onnipotente con la rappresentazione con la madre. Al termine di questo stadio si ha una fase di "separazione-individuazione che porta alla costruzione dell'identità individuale. Un cattivo funzionamento di questi stadi può indurre un blocco o una regressione a stadi precedenti. Se il bambino si fissa o regredisce allo stadio autistico, svilupperà la psicosi di tipo autistico mentre se ciò avviene allo stadio simbiotico, si verificherà una psicosi simbiotica. Nella simdrome autistica il bambino non percepisce la madre come tale ma tende ad identificare il proprio sé corporeo con gli oggetti inanimati dell'ambiente. Anche lo sviluppo linguistico risulta compromesso, essi lottano con qualsiasi richiesta di contatto umano e sociale. Tutte le psicosi infantili, secondo la Mahler, avrebbero dunque un origine in comune cioè un errore nello sviluppo dell'identità individuale,entro i primi due anni di vita.Ifattori principali sono due: 1)un bambino costituzionalmente vulnerabile con una predisposizione allo sviluppo di una psicosi; 2) una madre non in grado di reagire adeguatamente ai comportamenti del bambino. questo darebbe vita ad un circolo vizioso che comprometterebbe lo sviluppo dello stadio di separazione-individuazione.

Una delle teorie più affascinanti sull'autismo è quella di Bruno Bettelheim, uno dei maggiori psicoanalisti infantili, descritta nell'opera "La fortezza vuota". Prendendo spunto dai comportamenti schizofrenici dei prigionieri traumatizzati dalla realtà esterna , per i bambini autistici è la realtà interna a creare traumi. I bambini non sono in grado di comprendere la differenza tra la realtà interna ed esterna, vivendo l'esperienza interiore come una rappresentazione reale del mondo. L'isolamento rispetto al mondo esterno e la rassegnazione rispetto agli eventi costituirebbero vie di fuga da una realtà altrimenti insopportabile. Secondo Bettelheim ciò sarebbe determinato dall'interpretazione da parte del bambino dell'attitudine negativa con la quale gli si accostano le figure più significative del suo ambiente (1967). Il bambino proverebbe una sorta di forte rabbia che provocherebbe un'interpretazione negativa della reltà. Il neonato, cioè, interpretando negativamente i sentimenti e le azioni della madre, si distaccherebbe da lei progressivamente, provocando anche un distacco della madre da lui. Si genera così un'angoscia sconvolgente per il bambino che si trasforma presto in panico provocando l'interruzione del contatto con la realtà. Per arrivare a questo punto é necessario che il bambino percepisca la fonte dell'angoscia come immodificabile. Non esclude comunque che possano esistere altri fattori che facilitano l'insorgenza dell'autismo come alcune lesioni organiche. Oltre a cercare le cause scatenanti della patologie, Bettelheim dedicò molta parte della sua vita ad educare questi bambini; alla base del rapporto educativo c'era l'empatia cioè la condivisione delle emozioni.

Secondo alcune recenti ricerche condotte da vari studiosi l'autismo sarebbe una coseguenza derivata dal mancato sviluppo della "teoria della mente". Ognuno di noi è in grado di relazionarsi in maniera adeguata,conoscendo una persona possiamo intuire come agirà, se ne osserviame le azioni possiamo capire quali sono i suoi desideri. La teoria della mente ci aiuterebbe a capire il meccanismo psicologico delle persone alla base di una sana vita di relazione. Gli autistici quindi avrebbero un deficit specifico che riguarderebbe la comprensione della mente nelle altre persone.

sabato 3 maggio 2008

ELEGANZA

In un mondo di esasperato culto delle apparenze c’è una preoccupante scarsità di eleganza. Si tende alla retorica, alla vanità, al narcisismo, all’esagerazione – al desiderio di “far colpo” a tutti i costi. Si vuole, troppo spesso, strafare e stradire. Non solo nell’abbigliamento (dove l’esibizione di nudità non è meno goffa e banalizzata delle vistosità nel vestire). Anche nel comportamento e nel modo di esprimersi.

L’eleganza non è appariscente. Non è un accumulo di orpelli e di esibizionismi. È stile, consapevolezza, misura. Un’equilibrata mescolanza di istintivo buon gusto e di scelte precise, di cura della sostanza e minuziosa attenzione a ogni dettaglio.

L’eleganza è cortesia. È rispetto per gli altri, attenzione al modo in cui ciò che diciamo, facciamo o mostriamo può essere percepito. Non un formale galateo, non un cerimoniale ipocrita, non un banale e passivo adeguarsi al convenzionale, ma un più profondo sentimento di civiltà.

L’eleganza non è mielosa e sdolcinata. Si può essere civili con sincera cortesia – o, quando è necessario, con misurata durezza. L’eleganza non è falsa e bugiarda. Non è una crosta di apparenze che nasconde l’ambiguità e l’inganno.

L’eleganza è sobria – e la sobrietà è elegante. L’una e l’altra sono piacevoli, gradevoli, confortanti. Non solo più umane e funzionali, ma anche più belle. Possono essere, quando è il caso, seducenti – anche maliziose. C’è più fascino nella semplicità che in ogni sfacciata esibizione.

L’ironia è elegante, l’umorismo è gradevole, ma molta della comicità che ci circonda è grossolana, stupida, petulante e volgare (per non parlare dell’involontaria ridicolaggine di chi si prende troppo sul serio).

La sobrietà non è sacrificio, rinuncia, pauperismo. È la capacità di scegliere ciò che serve (anche da un punto di vista estetico) e ciò che invece non solo è inutile, ma spesso è ingombrante e fastidioso.

L’eleganza è saper sorridere, anche ridere, quando ce n’è un motivo – ma non perdersi in salamelecchi noiosi, ambigui e irritanti.

Una cosa scritta bene è elegante. Non solo quando è un’opera letteraria. Anche un biglietto del tram o un segnale stradale possono essere eleganti quando sono ben fatti, funzionali ed esteticamente gradevoli. Ogni piccolo dettaglio ben curato per la sua utilità e presentato in modo elegante può contribuire a rendere più gradevole l’ambiente in cui viviamo.

C’è chi pensa che l’eleganza sia un dono, un talento innato. In parte può essere vero. Ci sono persone che sanno muoversi, esprimersi, comunicare meglio di altre. Ma nessuno è condannato a essere volgare, ingombrante e fastidioso. E nessuno si può fidare solo dell’istinto. L’eleganza, la semplicità, la sobrietà sono arti che possiamo apprendere e coltivare. E vale la pena di farlo. Non solo per renderci più gradevoli agli altri, ma anche per sentirci meglio con noi stessi.

Stiamo vivendo in un’epoca che offre troppo spazio alla volgarità, all’esagerazione, all’ineleganza, al culto sviscerato e stupido delle apparenze. Il mito esagerato dell’abbondanza non è solo il rischio di soffrire quando se ne incontrano gli inevitabili limiti (chi potrebbe vivere bene con cinque vestiti soffre se ne ha venti, ma ne vorrebbe cinquanta – e lo stesso concetto si può applicare a qualsiasi altra cosa, materiale o immateriale). È anche la quotidiana sofferenza di dover cercare, subire, avere, esibire, vedere, toccare, maneggiare (e fingere di ammirare) un’infinità di ammenicoli e di ingombri fastidiosi quanto inutili.

Con una giusta dose di sobrietà, e un piacevole tocco di eleganza, possiamo non solo semplificarci la vita, ma anche renderla molto più gradevole (a noi e agli altri).

Si tratta anche, ovviamente, del modo di esprimersi. Proviamo, quando parliamo o scriviamo, a evitare i manierismi e le frasi fatte. A usare qualche parola in meno. A trovare un’espressione chiara al posto di un termine gergale o inutilmente astruso. A cercare una costruzione semplice, pulita ed efficace. Saremo più sobri e più eleganti. E avremo molte più probabilità di essere ascoltati e capiti.

lunedì 7 aprile 2008

discussioni interessanti

Una presa in giro


Ho deciso di inviarle copia di questa e-mail che ho ricevuto, dove finalmente qualcuno ha deciso di fare chiarezza, e con molta semplicità ad una situazione che è sì a conoscenza di molti, ma non di tutti e che deve esserlo per il maggior numero di persone possibile: - Crisi, ma quale crisi?... - Nel 2000 1 dollaro=1.2 euro e 1 barile di petrolio=60 dollari e quindi 1 barile= 72 euro. - Oggi 1 dollaro=0.65 euro e 1 barile circa 100 dollari. E quindi 1 barile=65 euro (Oups!). - La domanda è: se in Europa il barile costa di meno rispetto al 2000 perché la benzina è aumentata? - La crisi del petrolio non sembra così drammatica per chi vende la benzina e lo Stato che incassa le tasse, né per l’Enel che aumenta le bollette, ecc. - Mi sembra una bella presa in giro. - Però la situazione non è così terribile pensate a quando il dollaro si riprenderà! - Non abbiamo finito di pagare... - Chi può spiegare perché paghiamo sempre più caro un bene che costa sempre di meno? - LETTERA FIRMATA -




Stamattina, una bella giornata di sole, ero seduto su di una panchina ai giardini.
Di fronte, i tabelloni elettorali con una gigantografia del nanetto che sorrideva.
Mentre pensavo cosa avesse sempre da ridere, passò un cagnolino, alzò una zampetta ed irrorò il manifesto.
Il Nanetto continuava a ridere.
Poco dopo un altro cagnetto si fermò, guardò e PSSSSS...., di nuovo, sul Nanetto che rideva sempre.
Ne passò un terzo e PSSSSSS..... Ancora!
In un'oretta ne avrò contati una dozzina.
Erano comunisti?

martedì 25 marzo 2008

Una lettera a Beppe Grillo

Caro Beppe,Qua la situazione e molto grave siamo 13 letturisti dell’acqua e lavoriamo nella zona di Genova e della riviera con un contratto a progetto che ci rinnovano ogni anno ,ma oltre essere precari come contratto siamo precari anche come lavoro ora vi spiego la vita di un letturista ci danno un tot di letture da fare poi finite quelle non sai se continui a lavorare o se stai fermo,non ci viene pagato nulla e nn abbiamo ne macchina aziendale e niente di tutto cio ci dobbiamo spostare con i nostri mezzi e persino la benzina la mettiamo di tasca nostra, ci danno un tot di centesimi a lettura mentre alle persone assenti lasciamo la cartolina che fino all’anno scorso ci veniva pagata una percentuale di assenti ora manco quello,io lavoro tre mesi si e uno no a volte sto fermo anche due mesi ho fatto una media e guadagno circa 700 al mese se poi levo i soldi della benzina e l’autostrada sono ancora meno.noi non siamo tutelati da nessuno abbiamo provato a fare una riunione tra di noi e insieme avevamo tirato giu delle righe da trattare con i dirigenti tipo: CONTINUITA DEL LAVORO,I RIMBORSI KILOMETRICI PER L’AUTO,UN RENDICONTO MENSILE DI QUELLO CHE CI VIENE PAGATO OGNI MESE,ebbene dopo questa riunione tra noi precari siamo riusciti a farne presente all’azienda da cui si doveva fare un’altra riunione ma con presenti i dirigenti e responsabili ma invece poi e svanito tutto e nn si e piu saputo nulla tranne il nuovo contratto dell 2008 che risulta ancora piu una batosta per tutti noi. Io vivo in famiglia per fortuna ma altri hanno famiglia e altri sono precari da 10 anni,mi chiedo ma come si puo vivere cosi e ancora mi chiedo ma come puo esistere gente cosi che offre questi contratti a gente che da 10 anni fa questo lavoro e per 10 anni ha vissuto nella speranza di essere assunto qua veramente viene voglia di tirare fuori le armi e sfasciare tutto,oppure come dice qualcuno bisogna cercare la figlia di uno ricco per poter vivere.




ps:per fortuna ho in mano un'altro mestiere,ma ci sono miei colleghi che hanno fatto solo quell mestiere per tanti anni.

domenica 23 marzo 2008

Alcune belle frasi che ho letto ultimamente

il problema non e quanto aspetti,ma chi aspetti.



E il tempo ti dirà
di starmi vicino
di continuare a cercare
finchè non ci sarà piu niente da nascondere..
E allora lascia le strade che ti fanno diventare
quell che non vuoi veramente essere
lascia le strade che ti fanno amare
chi non vuoi veramente amare
Il tempo mi ha detto
che e difficile trovare una come tè
una cura tormentata
per una mente piena di problemi.
E il tempo mi ha detto
di non chiedere piu
perche un giorno il nostro oceano
trovera la sua riva.









"LA GENTE PENSA A NOI INFINITAMENTE MENO DI QUANTO NOI CREDIAMO"

mercoledì 13 febbraio 2008

Che scrivo?

Bene che dire,non so!! manco io che scrivere,e cosa mettere,ho appena finito una giornata di lavoro e dopo essermi fatto una doccia sono qui rilassato con davanti una birra il momento migliore della giornata heheheh,minkia molto interessante questo discorso!!.. per rimanere in tema del blog ..di sogni ne faccio parecchio ultimamente l'altra sera ho sognato maradona che mi dava la pacca sulla spalla e mi diceva...tu!!! e meglio che vai a vivere da solo!!!!. bè lo trovato bello come sogno chissa perche maradona potevo metterci qualcun'altro qualche saggio invece ho messo maradona un genio del calcio ma nella vita un bell casinista che paradosso un casinista che mi da un consiglio di vita bè pensandoci bene chi sbaglia tanto e quello che impara tanto forse eho attribuito a lui queste cose forse penso che lui sia pentito della sua vita come uomo ho forse il fatto che lui si sia sempre rialzato dopo essere crollato.mah chissa!! cmq si e dura per noi giovani di oggi per noi bamboccioni e dura.questa societa qui in italia nn permette ai giovani di farsi una vita,nel senso che di ostacoli ce ne sono parecchi e d'altronde vivere d'aria nn si puo,chi e figlio di operaio nn puo pensare al giorno d'oggi di diventare dottore voglio dire e un assurdità e una cosa molto difficile e anche se lo diventi poi c'è il rischi che sei precario,si sto scriveno cose che si sanno e che fa inkazzare.bè basta non ho piu voglia di scrivere continuo a sorseggiare la mia amica birra.